Michele Corradino: cambiare il mondo con lo studio del diritto

Michele Corradino: cambiare il mondo con lo studio del diritto

A differenza di ciò che pensano molti, si diventa giuristi per vocazione. Studiare le norme, capirne la ratio ed interpretarle secondo giustizia è una passione, nonché il modo più immediato per capire come poter risolvere i problemi della società.

Michele Corradino è un giurista poliedrico: oggi magistrato del Consiglio di Stato, suprema magistratura amministrativa italiana, prima funzionario della Banca d’Italia e dottore di ricerca in diritto penale italiano e comparato.

Attualmente ricopre anche il ruolo di funzionario dell’Autorità Nazionale Anti-Corruzione, autorità amministrativa indipendente finalizzata alla prevenzione della corruzione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche e nelle società da questi partecipate e controllate, anche mediante l’attuazione della trasparenza in tutti gli aspetti gestionali, nonché l’attività di vigilanza nell’ambito dei contratti pubblici, degli incarichi e in ogni settore della pubblica amministrazione che potenzialmente possa sviluppare fenomeni corruttivi, evitando tuttavia di aggravare i procedimenti con ricadute negative sui cittadini e sulle imprese. La chiave dell’attività della nuova ANAC quindi è quella di vigilare per prevenire la corruzione, creando una rete di collaborazione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche, orientando i comportamenti e le attività degli impiegati pubblici, con interventi in sede consultiva e di regolazione, e al contempo aumentare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse, riducendo i controlli formali, che comportano appesantimenti procedurali e di fatto aumentano i costi della pubblica amministrazione senza creare valore per i cittadini e per le imprese.

Non vediamo l’ora di sentirlo spiegare, a TEDxSSC, di come la legalità e l’attenzione alla prevenzione possano cambiare l’Italia.

 

Arjola Dedaj: una storia oltre i limiti della disabilità

Arjola Dedaj: una storia oltre i limiti della disabilità

La storia di Arjola Dedaj è davvero la storia di una sfida che si gioca ogni giorno: Arjola nasce in nasce in Albania nel 1981 con la sindrome di retinite pigmentosa, una malattia che le fa perdere progressivamente la vista, fino alla cecità, con la sola possibilità di distinguere luce, buio e qualche macchia indefinita. All’età di 17 anni, dopo un’infanzia difficile, arriva in Italia: era il 21 dicembre del 1998 e un gommone dall’Albania la porta nelle coste italiane.

Sul gommone guardavo in cielo e vedevo le stelle.
Vicino non distinguevo chi c’era di fianco a me.

Arjola Dedaj è non vedente ed è un’atleta della nazionale italiana dei 100 e dei 200 metri e del salto in lungo. Ai Campionati Europei di Atletica Paralimpica a Swansea del 2014 c’è stato il suo esordio con la maglia della nazionale, dove ha vinto tre medaglie, due d’argento nel salto in lungo e nei 200 mt, e una di bronzo nei 100 mt.

Con lo sport Arjola ha un legame forte, lo ha praticato da sempre e le ha insegnato tanto: il suo debutto nell’atletica è nel 2012, ma prima è stata ballerina, dove ha vinto gare di ballo e ha giocato a baseball, dove ha vinto sei scudetti.

 

A vent’anni facevo danza, dal 2005 baseball, dal 2012 l’atletica. Così la mia vita è cambiata radicalmente: ho potuto dimostrare prima di tutto a me stessa quello che ero veramente. Non c’era più la fanciulla timida che si nascondeva dietro quei occhiali miopici, con quell’aria impaurita. Mi spaventava tutto. Con lo sport ho scoperto la propriocettività del mio corpo, ho imparato a gestirmi e gestire in maniera libera e sicura gli spazi intorno a me, ad ascoltarmi dentro e fuori, ad osservare con altri occhi, quelli che vedono più di quello che dà la vista. Lo sport, le persone, la cultura mi hanno permesso di non vergognarmi di usare il bastone.

Ma non è solo nello sport che la vita di Arjola è straordinaria, lo è anche nella sua vita comune, nel lavoro, nella quotidianità: la sua cecità non è mai stata un limite, o una scusa. Nei primi anni in Italia ha lavorato come babysitter, come operaia, come aiuto cuoca. Poi ha frequentato un corso di computer all’Istituto per ciechi di Milano, e ora lavora in una compagnia di assicurazione.
La storia di Arjola è una storia bellissima di un’atleta, di una donna, di una lavoratrice, di una persona non vedente, che non vediamo l’ora di ascoltare da lei stessa in persona il 19 dicembre.
Toti Di Dio: la tecnologia al servizio della sostenibilità

Toti Di Dio: la tecnologia al servizio della sostenibilità

In vista della seconda edizione del TEDxSSC, in programma sabato 19 dicembre, continuiamo a percorrere la galleria di ritratti dei nostri 10 relatori. Oggi conosceremo più da vicino Salvatore Di Dio, per amici e colleghi Toti.

Nato a Palermo 32 anni fa, Di Dio è architetto e si occupa di Smart Cities, ovvero di rigenerazione urbana, autosufficienza energetica e sviluppo sostenibile delle città grazie alle nuove tecnologie e al Web 2.0.

Managing director della civic start-up Push, una start-up di giovani professionisti – sviluppatori software, architetti, ingegneri, designer ed esperti in comunicazione e marketing – animati dalla passione per la tecnologia e le dinamiche urbane, è inoltre project manager presso Inés Bajardi e cofondatore di The Piranesi Experience. Scorrendo la lista degli innumerevoli progetti in cui è coinvolto, si ha l’impressione che Di Dio abbia scoperto una qualche fonte di energia inesauribile.

Di certo è un paladino dell’utilizzo di tecnologie smart e del web 2.0 per migliorare le città dove viviamo. Ci piace immaginare che la molla che lo ha spinto in questa direzione sia stata l’amore per la sua città e la consapevolezza di un grande problema di Palermo, che come tutti sapete, e come diceva un controverso personaggio del film Johnny Stecchino, è il traffico!

La peggiore delle piaghe di Palermo è il traffico.

Ovviamente i problemi sociali di Palermo sono ben più gravi, ma è vero che se secondo l’ISTAT Palermo è la città più lenta d’Italia e per una nata marca di navigatori è all’undicesimo posto delle più congestionate del mondo intero. Non stupisce quindi che tra i progetti di Di Dio, palermitano doc e con un grande spirito innovatore, compaia trafficO2, una geniale app per smartphone che punta a ridurre traffico e inquinamento in città. Con questo progetto Toti ha vinto nel 2012 il concorso del MIUR “Smart cities and communities and social innovation”.

Ma i progetti di Di Dio vanno oltre al concetto di Smart City e acquistano spesso un respiro più ampio, culturale e talvolta addirittura giocoso: un esempio è lo spassoso sito topofthepopes.com, dedicato all’elezione del Papa, in cui era possibile votare il proprio candidato come se si trattasse di un talent show.

Mobilità, ambiente, servizi, sostenibilità. Sono queste le parole chiave che animano Di Dio e i temi che toccherà nel suo intervento al TEDxSSC: noi non vediamo l’ora di conoscere più da vicino la sua energia e le sue idee innovative!

Coro Dulce Mémoire: la musica polifonica e i giovani

Coro Dulce Mémoire: la musica polifonica e i giovani

Se pensate che la musica classica sia ormai qualcosa di superato e lontano dai giovani, vi sbagliate.

Il coro polifonico Doulce Mémoire si è formato a Catania nell’autunno del 2006. È composto prevalentemente da giovani che hanno fatto della passione per il canto corale e la musica un’attività amatoriale stabile caratterizzata da impegno e dedizione di stampo professionistico.
L’ensemble ha avuto origine dal coro polifonico del Liceo Classico Statale “Mario Cutelli” di Catania, vincitore di numerosi premî e riconoscimenti in concorsi e rassegne locali e nazionali e diretto, da oltre dieci anni, dal maestro Bruna D’Amico, con cui molti dei componenti del gruppo si sono formati coralmente e appassionati alla musica polifonica.

Apprezzato dal pubblico sin dai suoi primi concerti, l’ensemble Doulce Mémoire è apparso in stagioni concertistiche di rilievo e in eventi nazionali e internazionali, pur restando sempre molto legato al territorio catanese.  Nel 2010 ha promosso e portato avanti un gemellaggio musicale internazionale, con due concerti tenutisi in Italia e in Irlanda in febbraio e in aprile, in collaborazione con il coro polifonico di Dublino “Anima”, portando nella capitale irlandese emozioni e suggestioni della propria tradizione e riscuotendo ampî consensi. Nel 2013, inoltre, il Doulce Mémoire ha ottenuto il primo premio assoluto al concorso nazionale Eliodoro Sollima di Enna.

Il coro rivolge la sua attenzione principalmente alla musica antica (da cui il nome che riconduce ai dolci ricordi di un’arte lontana nel tempo e nella memoria, da un brano del Cinquecento di Pierre Sandrin), medievale e rinascimentale, ma con soventi escursioni in altri generi più vicini nel tempo e al gusto musicale giovanile, dal canto popolare siciliano agli spiritual, privilegiando il repertorio a cappella. Intensa anche l’attività didattica con lezioni-concerto o seminari sulla polifonia. Il gruppo, inoltre, annovera al suo attivo diverse collaborazioni con musicisti sia classici che leggeri.

Creare una realtà così dinamica e attiva, legata alla tradizione ma fortemente innovativa proprio perché ad oggi inusuale, non è facile. Non vediamo l’ora di poterlo ascoltare a TEDxSSC!

Vincenzo Cosentino: la sfida di un giovane regista siciliano

Vincenzo Cosentino: la sfida di un giovane regista siciliano

Vincenzo Cosentino è un regista siciliano: dopo una laurea in Economia, a Catania, nel 2006, decide di trasferirsi in Australia e consegue un secondo titolo, ma questa volta in Cinematografia. Autoproduce 13 corti, molti dei quali conseguono numerose selezioni e premi internazionali.

Ma è nel 2014 che la storia di Vincenzo Cosentino diventa davvero grande, perché diventa la storia di un grande “nonostante”: Vincenzo Cosentino è riuscito in una impresa titanica, fare un film, un lungometraggio, completamente da solo, con una telecamera e la sua caparbietà.

“Handy”, il titolo del lungometraggio, è il risultato di un lavoro paziente, di tanti sacrifici e di un’infinita volontà. Oltre alla sceneggiatura, per risparmiare, Cosentino ha praticamente fatto tutto da solo, montaggio, costumi ed effetti speciali compresi. “Handy” ha vinto diversi premi internazionali e ha avuto un successo spettacolare e molta risonanza mediatica per una raccolta fondi su kickstarter.

Il protagonista di Handy è una mano, una mano che prende vita propria, abbandona il corpo che l’ha ospitata per 30 anni e si mette in viaggio. La guest star d’eccezione del film è Franco Nero. La storia di Handy ci racconta molto della storia di Vincenzo Cosentino, della sua raccolta fondi, della forza delle sue idee, e parla un po’ anche a tutti noi:

Handy è alla ricerca di una rivincita. È il simbolo di tutti quelli che hanno preso calci in faccia e non hanno mollato. Di tutti quelli che si sono “staccati da un corpo” che non li apprezzava e hanno deciso di scommettersi andando avanti. Di tutti quelli che si sono visti sbattere una porta in faccia e hanno voluto bussare di nuovo o, infine, buttarla giù a pedate sino a fare valere i propri diritti.

Il 19 dicembre Vincenzo Cosentino ci racconterà lui stesso, dal palco del TEDxSSC, la storia del suo grande “nonostante”.

Alessandro Cacciato: la rinascita culturale e urbana di Favara

Alessandro Cacciato: la rinascita culturale e urbana di Favara

Alessandro Cacciato si descrive come un vicentino di nascita ma siciliano nel cuore, appassionato di comunicazione, innovazione e politica.

E la storia che ci racconterà di Favara, piccolo paese dell’agrigentino quasi spopolato destinato a un progressivo abbandono e declino, racchiude tutte le parole chiave della sua biografia: la Farm Cultural Park è, infatti, un centro culturale e artistico, di aggregazione sociale e di futuro, che si sviluppa tra alcune delle minuscole vie del centro di Favara, all’interno di sette cortili ormai in disuso e case disabitate, adesso rinate come botteghe dell’hand made, locali dal gusto autentico, cibo da strada e mostre d’arte contemporanea.

  

L’idea dietro tutto questo è uno sprone incredibile per chiunque voglia grandi cambiamenti, ma desiste perché crede che i piccoli siano inutili: la rivoluzione di Favara è partita da sette cortili, ed ha portato turismo, vita notturna e riscoperta del centro storico. Ad oggi è in continua evoluzione, e attira appassionati di arte, architettura e design da tutto il mondo, nonché giovani desiderosi di respirare aria di cambiamento.

Non possiamo che essere felici di poter ascoltare Alessandro parlare di quest’idea straordinaria a TEDxSSC.